Il corpo parla prima della mente:
perchè ansia e agitazione partono da lì
Capire cosa succede nel corpo prima che diventi un pensiero
Molte persone descrivono un senso di ansia “inspiegabile”.
Agitazione che arriva prima ancora di capire da cosa sia causata.
Respiro corto, battito accelerato, tensione interna.
Eppure, nella mente, non c’è nulla di chiaro. Nessuna preoccupazione precisa. Solo un malessere diffuso.
In questi casi non si tratta di un problema mentale da analizzare.
È il corpo che sta comunicando qualcosa.
Il corpo anticipa sempre la mente
Il sistema nervoso autonomo è programmato per registrare segnali di allarme anche prima che vengano elaborati dalla corteccia cerebrale.
In termini semplici: il corpo sente prima, la mente arriva dopo.
Questo significa che molti stati d’ansia, irrequietezza o affaticamento non sono pensieri.
Sono risposte fisiologiche che avvengono sotto la soglia della consapevolezza cognitiva.
I segnali che il corpo sta parlando
- Accelerazione del battito cardiaco, anche a riposo
- Respiro corto o bloccato, soprattutto al mattino
- Sensazione di tensione al petto o allo stomaco
- Gambe che tremano o si muovono senza motivo
- Contrazione mandibolare o tensione alla cervicale
- Senso di pericolo non giustificato da eventi reali
Questi segnali non devono essere ignorati o etichettati come “ansia mentale”.
Sono risposte somatiche. Il corpo ha registrato qualcosa, anche se non c’è un pensiero cosciente a supporto.
Ascoltare il corpo non è un atto spirituale. È una competenza pratica.
Molte persone non sono state educate a riconoscere il linguaggio corporeo.
Il corpo viene ignorato, o utilizzato solo come strumento per produrre, performare, reagire.
Eppure è la prima fonte di dati reali sullo stato interno.
Imparare ad ascoltarlo non è una pratica alternativa o esoterica.
È un’abilità concreta che migliora la gestione dello stress, delle emozioni e delle risposte fisiologiche automatiche
Il punto di partenza: il body scan
Una delle tecniche più semplici e scientificamente validate per tornare in contatto con il corpo è il body scan.
Si tratta di portare attenzione, in sequenza, alle diverse parti del corpo. Non per rilassarle, ma per sentirle senza modificarle.
Pratica: body scan guidato – 2 minuti
- Mettiti in una posizione comoda. Seduto o disteso.
- Porta l’attenzione ai piedi. Nota se senti peso, calore, movimento interno.
- Sali lentamente verso le gambe, il bacino, l’addome.
- Ogni parte del corpo va osservata per come si presenta: tesa, aperta, dolorante, neutra.
- Continua verso il petto, le spalle, le braccia, la mascella.
- Se noti tensione, non cercare di cambiarla. Riconoscila.
- Resta in ascolto. Poi riapri gli occhi e riprendi contatto con l’ambiente.
Non serve “rilassarsi”. Serve registrare ciò che c’è.
Il corpo non mente
Quando qualcosa non va, il corpo lo segnala prima che la mente lo capisca.
Ignorare questi segnali porta a cronicizzazione, affaticamento, alterazioni del ritmo sonno-veglia, disturbi digestivi, squilibri ormonali.
Viceversa, ascoltarli con regolarità permette di intervenire prima che lo stress diventi ansia, prima che la tensione diventi burnout.
I segnali che il corpo sta parlando
- Interrompere ogni giorno almeno due volte il flusso automatico per fare un body scan da 2 minuti
- Osservare la respirazione dopo i pasti, al risveglio e prima di dormire
- Tenere un diario del corpo, non solo della mente: registrare sensazioni fisiche e cambiamenti
- Praticare allenamento funzionale o yoga lento con attenzione alla percezione interna, non solo al gesto esterno
- Eliminare stimoli sensoriali eccessivi (luce, suono, notifiche) almeno 30 minuti al giorno per abbassare l’attivazione somatica
Conclusioni
Le emozioni iniziano nel corpo. I pensieri arrivano dopo.
Il benessere psicologico non si costruisce solo con strategie mentali, ma con una educazione all’ascolto somatico.
L’ansia, spesso, è solo il corpo che chiede attenzione.
Il problema è che nessuno ha mai insegnato come ascoltarlo.
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